Home studio, ecco come ottimizzarlo al meglio.

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L’ home studio è il posto in cui noi musicisti passiamo la maggior parte della giornata. Il modo in cui lo organizziamo determina la nostra produttività e la qualità del tempo che passiamo al suo interno. Ecco alcuni consigli per ottenere il meglio dal nostro spazio.

Il post di questo mese si basa su due concetti fondamentali: ergonomia e templating...ma soprattutto sull’odio profondo che nutro nel dover cablare amplificatori, microfoni ed effetti ogni volta che ho in mente una nuova idea da registrare. 

Ecco come ho organizzato il mio studio per cercare di tranne il massimo vantaggio in termini produttivi durante la fase di scrittura del mio album No Words.

Partiamo con un paio di definizioni: l'ergonomia si riferisce al modo in cui l’attrezzatura è disposta intorno a noi al fine di ridurre al minimo i movimenti. Posso raggiungere tutto dal punto in cui sono seduto?

I template sono le impostazioni predefinite che assegnamo alle macchine per ottenere la massima flessibilità e velocità di utilizzo.

Dalla mia posizione di ascolto posso raggiungere tutto quello di cui ho bisogno semplicemente allungando un braccio. 

Ai miei piedi ho la pedaliera già cablata e pronta all'uso, le testate ed un paio di combo che uso per fare lezione sono alla mia sinistra e sono collegate all'isobox microfonato nella saletta piccola. Il segnale proveniente dai microfoni che riprendono la cassa ritorna nei preamplificatori il cui livello è già settatto. 

A destra ho lo stand con tutte le mie chitarre, mi basta scegliere testata e chitarra e tutto è già microfonato, pronto per essere registrato, senza dover muovere un cavo.

Di fronte a me ho il computer e i monitor (le mie fedeli Adam a7x), un carrellino a scomparsa nasconde la control keyboard sotto la scrivania. Ai lati del Mac ho i due porta rack.

Quello di sinistra contiene la scheda audio, lo switcher per le testate, l' attenuatore e la mia channel strip con preamplificatori, compressore, ed equalizzatore. Il rack di destra contiene un vecchio Pod pro, il mio Tc Electronic G-Force, ed un carrellino con i pedali (prevalentemente vintage che non porto in giro) che uso come outboard di tanto in tanto. Completano il setup una bay usb per semplificare l’accesso alle prese del mac e la patch bay dove tutto il routing prende vita.

Grazie alla patch bay posso collegare ogni pezzo della mia attrezzatura spostando piccoli cavi da 30 cm piuttosto che andare in giro per la stanza con chilometri di cavi sporchi ed aggrovigliati. 

Tra le chitarre e la scrivania è alloggiata un’ asta a molla su cui resta installato un Audiotechnica AT2020, anch’esso collegato e sempre pronto per registrare idee vocali.

Veniamo a i templates: se la parola chiave per l’ attrezzatura è ergonomia, quella per i settaggi è: velocità.

Il mio home studio serve nella maggior parte dei casi a registrare idee e spunti che solo successivamente affronteranno una fase di produzione vera e propria in uno studio più grande.

Quante volte ti è capitato di avere una buona idea da registrare ma il tempo speso ad aprire Logic, impostare la sessione e trovare il suono te l’ha fatta perdere? Ecco, il punto è proprio questo!

Sebbene i miei amplificatori siano cablati e pronti all’uso, gran parte di quello che registro all’ impronta lo ottengo attaccando la chitarra alla patch bay e dritto nel Guitar Rig registrando la chitarra pulita con il plugin in real time.

La sequenza è questa:

  1. Accendo il computer.
  2. Mentre esegue lo startup, attacco la chitarra.
  3. Carico il template “idea” che ho preparato su Logic. 
    Questo è un template che ho pre impostato con Guitar Rig aperto sulla traccia 1, input 1 della scheda, ingresso 24 della patch bay, il livello d’ ingresso per questo canale non cambia mai, è già regolato e pronto sul preamplificatore. Le altre tracce sono già pronte con Trilogy (per i bassi), Studio drummer e Stylus Rmx per i loop, l’ essenziale per fissare un’ idea al volo.
  4. Imposto il tempo del metronomo.
  5. Registro.

Una nota su Guitar Rig: nella cartella dei miei preset ho pre impostato quattro suoni di base: un pulito, un crunch, un distorto ed un lead, efficaci e soprattutto “pronti all’ uso” in questo modo non devo perdere tempo a smanettare tra amplificatori, emulatori ed effetti. Quando avrò il tempo, potrò dedicarmi al modeling o al reamping lavorando sulla traccia che nel frattempo avrò registrato dry ma con Guitar Rig in ascolto.

Facile no? Questa è l’ organizzazione del mio home studio, funzionale ed ottimizzata in base alle mie esigenze, qual’ è la tua? Come hai organizzato il tuo spazio produttivo? Lasciami un commento di seguito e discutiamone insieme…

Nel Blog

Ecco gli ultimi articoli pubblicati sul mio blog: tutti i consigli che avrei voluto e le considerazioni che mi sarebbe piaciuto fare quando ero un giovane chitarrista in fasce. Il terzo lunedì di ogni mese potrai trovare in questa sezione un nuovo articolo riguardo la Professione del Musicista, i Consigli per lo studio e qualche spunto per ritrovare Motivazione e creatività.


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