Professione chitarrista, la fine di un mito?

User Rating: 5 / 5

Star ActiveStar ActiveStar ActiveStar ActiveStar Active
 

Per anni, si è pensato ai chitarristi turnisti come ad una stirpe di extraterrestri in grado di suonare alla perfezione qualsiasi genere musicale, gente in grado di registrare un disco in meno di due ore leggendo tutto a prima vista, inclusi gli assolo alla Van Halen e le ritmiche alla Nile Rodgers. Personaggi mitologici che passavano le giornate di corsa da uno studio all'altro a fare sessioni guidando furgoni carichi di chitarre, ampli ed effetti rari.

Di certo ci sono ancora pochi fortunati che lavorano in quel modo, ma l’evoluzione (voglio essere ottimista) del mercato musicale dell’ultimo ventennio e l’incremento di accessibilità alle attrezzature per registrare, hanno stravolto definitivamente il modo in cui i dischi vengono prodotti ed il modo in cui i musicisti interagiscono con esse.

Non sarà certamente la fine di un mito, ma un turnista oggi lavora principalmente da solo nel suo home studio, è difficile che ci si trovi a lavorare con attrezzature milionarie, ed è altrettanto difficile che si interagisca con gli altri musicisti in studio durante la produzione di un disco. 

Anche la Musica che registriamo oggi è completamente diversa da quella di venti anni fa, ma sebbene il modo di concepire il lavoro in studio sia stato totalmente stravolto, restano ancora un paio di domande che dobbiamo porci qualora decidessimo di lavorare nel mondo delle registrazioni:

1) Siamo tecnicamente in grado di farlo? 

La realtà dei fatti è ben diversa dallo stereotipo, sebbene la lettura e la velocità con cui si lavora alle registrazioni siano due prerogative importantissime, difficilmente ci capiterà di dover registrare assolo più lunghi di 16 battute che si discostino dal tema del brano o dover improvvisare nello stile di Pat Martino sui cambi di Giant Step a prima vista.

Quello che è fondamentale, oggi più che mai, è l’essere in grado di suonare per il pezzo, la capacità di integrarsi con la sezione ritmica, saper scegliere il suono adatto al contesto, il groove, l’espressione, il senso melodico, la capacità di interpretare una progressione armonica, la capacità di interpretare le richieste dell’arrangiatore, una buona cultura musicale (e non parlo esclusivamente di teoria)…e poi forse qualche frase ad effetto per gli assolo! E' fondamentale che anche il percorso di studio della chitarra sia mirato alla professione, un programma di studi ben studiato e ben mirato può fare una grossa differenza nell'approccio allo studio di registrazione ed alla performance dal vivo. Progetta con me il tuo programma di studio personalizzato, clicca qui.

2) Abbiamo la strumentazione necessaria per farlo?

A tutti noi piacerebbe poter scegliere tra una dozzina di chitarre ed una ventina di testate vintage…per non parlare dei pedali! Forse nell’arco di qualche anno avremo lavorato tanto da poterci permettere gli strumenti dei nostri sogni, ma, finché siamo agli inizi, è molto probabile (quasi sicuro) che ci troveremo nell’home studio di un amico che sta provando a fare l’arrangiatore con il suo pc, è molto probabile che si tratti di un provino che non finirà mai su nessun supporto fisico ed è ancora più probabile che nella sua stanzetta non potremmo utilizzare un amplificatore vero. 

Se stiamo cominciando ad affacciarci per la prima volta al mondo dei turni, una chitarra versatile, preferibilmente con un humbucker e due single coil sarà più che sufficiente. Stesso discorso per l’ampli, un buon modeler tipo Pod Hd o un pc portatile con Guitar Rig, saranno sufficienti per portare a casa la pagnotta e cominciare a far girare il nome. Un amplificatore ci sarà sicuramente utile per i live ma passerà del tempo prima di poter accedere agli studi che ci consentiranno di microfonare un cono e far urlare le nostre valvole.

3) Siamo in grado di trovare lavoro e mantenerlo?

Evitiamo di proporci agli studi di registrazione. E’ molto probabile che abbiano già i loro musicisti di fiducia, per quale motivo dovrebbero fidarsi di uno sconosciuto? Proviamo invece a collaborare con tastieristi, cantautori, registi alle prime armi, youtubers che hanno bisogno di Musica per i loro video, il web in questo senso offre una serie illimitata di opportunità. Dedichiamo un po del nostro tempo a capire i meccanismi del music business, come funziona il diritto d’autore, le leggi fiscali, e soprattutto: curiamo le public relations. Se il nostro obbiettivo è quello di vivere con la Musica, questi aspetti sono forse addirittura più importanti del saper shreddare l’ultima jam di Yngwie o di Greg Howe.

Per questo mese è tutto, spero che anche questo articolo possa essere di tuo interesse ed aiutarti a guardare il Mondo della Musica con un’ottica più realista ed efficace, resto a tua completa disposizione per una chiacchierata sull’argomento, se ti va lasciami un commento di seguito.

Nel Blog

Ecco gli ultimi articoli pubblicati sul mio blog: tutti i consigli che avrei voluto e le considerazioni che mi sarebbe piaciuto fare quando ero un giovane chitarrista in fasce. Il terzo lunedì di ogni mese potrai trovare in questa sezione un nuovo articolo riguardo la Professione del Musicista, i Consigli per lo studio e qualche spunto per ritrovare Motivazione e creatività.


Iscriviti alla newsletter